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Basta bimbi in carcere

È stato approvato con 241 voti favorevoli dall'Aula di Montecitorio la Pdl "Modifiche al CP, al Cpp e alla L. 21 aprile 2011, n. 62, in materia di tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori" .La proposta equipara alla condizione dell'ultrasettantenne - per il quale la custodia cautelare in carcere è consentita solo in presenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza - quella dell'imputato unico genitore di una persona con disabilità grave. L'atto riguarda anche il rinvio dell'esecuzione della pena, prevedendo un più ampio ricorso a tale beneficio, che viene esteso anche al padre di un bambino che abbia meno di un anno e alla madre o al padre di un figlio con disabilità grave che abbia meno di 3 anni. È altresì previsto l'obbligo per il ministro della Giustizia di stipulare con gli enti locali convenzioni volte a individuare le strutture idonee, quali case famiglia protette. Se la nuova normativa avesse anche l'ok del Senato, le mamme che hanno con sé un bambino fino a 6 anni sarebbero collocate in case famiglia protette, "dove il bambino non ha alcuna percezione di vivere in un carcere, può crescere meglio e avere migliori rapporti con la sua mamma, che è sicuramente più serena e più pronta anche a cambiare e a redimersi", perché "lo sviluppo del cervello di un bimbo è più veloce nei primi due anni di vita e molto influenzato dall'ambiente in cui vive. E sarà influenzato in maniera positiva se l'ambiente è stimolante, mentre se cresce in un carcere il suo cervello avrà solo effetti tossici".

n° 1908 - giovedì 2 giugno 2022
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