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Dire che sei laureato (quando non è vero) è reato

La Quinta sezione penale della Cassazione, nella sentenza n. 23353/2022, ha stabilito che false dichiarazioni sull'identità e le altre qualità personali punite dall'articolo 496 del Cp integrano un delitto a consumazione istantanea, che si perfeziona nel momento stesso in cui le dichiarazioni vengono rese al pubblico agente, a fronte di espressa richiesta di quest'ultimo, non avendo alcuna rilevanza, ai fini della sussistenza del reato, l'eventuale successiva ritrattazione.
Nel caso in esame un consulente tecnico di parte che ha dichiarato più volte, nel corso dell'escussione innanzi alla Corte d'assise di Brescia, di essersi laureato in ingegneria e di aver conseguito una specializzazione "in Balistica Forense applicata alla criminologia", laddove risultava invece avere conseguito il solo diploma di ragioneria e perito commerciale, non avendo in realtà mai concluso alcun corso di laurea universitario, né ottenuto titoli equipollenti. La Corte ha stabilito che ciò integra il reato di cui all'art. 496 c.p.

n° 1922 - giovedì 21 luglio 2022
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tag Reato | Falso | Dichiarazioni | Cassazione



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