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Rughe e cellulite? Il desiderio di «eterna giovinezza» non va ingannato!

Il Tribunale Amministrativo Lazio con la sentenza n. 4916/2010, ha confermato la sanzione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato irrogata ad una molto nota società di cosmesi. L'istruttoria ampia ed accurata ha permesso di accertare l'incoerenza tra prodotto e risultato enfatizzato attraverso il messaggio pubblicitario. Nella sentenza si afferma, con riferimento al prodotto antirughe che "diversamente da quanto lasciato intendere dai messaggi attraverso la descrizione dei risultati ottenibili con l'uso del prodotto e ancor più dalle suggestive immagini utilizzate nel filmato, il cosmetico non consente, tuttavia, una scomparsa totale delle rughe, potendo solo renderle meno evidenti" e ancora, con riferimento al prodotto anticellulite che «l'indicazione secondo la quale il prodotto sarebbe modulato sul ciclo metabolico non trova adeguato supporto scientifico». L'Autorità garante della concorrenza e del mercato aveva ritenuto, alcune pubblicità di note marche di cosmesi, scorrette ai sensi degli artt. 20 e 21, comma 1, let. B) del Codice del Consumo, vietandone l'ulteriore diffusione.

n° 284 - giovedì 31 marzo 2011
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tag Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) | Pubblicità ingannevole | Consumatori | Codice del consumo | Diritto all'informazione | Ministero della Salute



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