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L'Europa: non soltanto i «cittadini» possono diventare notai!

Con la sentenza pronunciata il 24 maggio 2011, la Corte di Giustizia dell'Unione europea, ha statuito che gli Stati membri dell'UE non possono riservare ai loro cittadini l'accesso alla professione notarile in quanto il requisito della cittadinanza contrasta con il diritto fondamentale sulla libertà di stabilimento dei cittadini di altri Paesi membri dell'UE nonché con il divieto di discriminazioni fondate sulla cittadinanza. Nella fattispecie concreta sottoposta all'attenzione della Corte pertanto l'attività di autenticazione affidata ai notai non comporta una partecipazione diretta e specifica all'esercizio dei pubblici poteri e pertanto la loro attività professionale non è affatto esclusa dalla disciplina generale sulla libertà di stabilimento prescritta dal Trattato CE. Pertanto, il requisito di cittadinanza previsto dalla normativa degli Stati convenuti per l'accesso alla professione di notaio costituisce una discriminazione fondata sulla cittadinanza vietata dal Trattato CE.

n° 349 - giovedì 26 maggio 2011
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tag Notaio | Professione | Discriminazione | Cittadinanza | Corte di Giustizia | Diritto UE | Diritto internazionale | Diritto pubblico | Trattato CE | Stati membri | Libertà di stabilimento | Pubblici poteri | Prestazione dei servizi | Concorrenza



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