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Apposizione di un termine alla durata del rapporto di lavoro? Va motivato dal datore di lavoro

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 14283 del 28 giugno 2011 (nel confermare il consolidato orientamento che assegna alla contrattazione collettiva la possibilità di riconoscere, oltre alle fattispecie tassativamente previste dalla legge, nuove ipotesi di apposizione di un termine alla durata del rapporto di lavoro), ha stabilito che l'onere della prova delle condizioni che giustificano la previsione di detto termine deve essere posto a carico del datore di lavoro. Questo significa che se non illegittima la clausola del contratto collettivo in base alla quale è possibile apporre un termine, è -tuttavia- necessario che esista (e venga provato dal datore di lavoro) il nesso causale tra assunzione e esigenze aziendali per cui un termine alla durata del rapporto era stato previsto.

n° 394 - giovedì 7 luglio 2011
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tag Lavoro | Onere probatorio | Motivazione | Apposizione termine | Contratto collettivo | Rapporto di lavoro | Datore di lavoro | Corte di Cassazione | Diritto civile



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