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Collega ficcanaso. Stop dalla Cassazione

L'accesso al sistema informatico utilizzando password e terminale del collega si configura come reato. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 15016/2012, confermando la condanna per un'impiegata, che, sia pure velocemente, sbirciava nella cartella personale del pc di un collega di lavoro. Secondo gli "ermellini", il reato si configura anche se l'intrusione, avvenuta con modalità repentine, era compiuta da parte di un soggetto gerarchicamente superiore ma non autorizzato al trattamento dei dati.

n° 661 - giovedì 3 maggio 2012
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tag Corte di Cassazione | Reati informatici | Diritto penale | Sistema informatico | Abuso | Accesso



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