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Il convivente non è un ospite

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7214/2013, ha stabilito che, nelle convivenze di fatto, cessata l'affectio, il partner non può essere estromesso dalla casa anche se è di proprietà dell'altro. La famiglia di fatto viene riconosciuta dalla Costituzione una formazione sociale e al convivente che gode della casa familiare di proprietà del compagno viene riconosciuta una posizione di detenzione qualificata della stessa. La Suprema Corte non perviene ad una completa parificazione tra la convivenza more uxorio e il matrimonio, tuttavia ritiene che, laddove il rapporto di fatto abbia assunto, per durata, stabilità, esclusività e contribuzione, i caratteri di comunità familiare, la relazione del soggetto con la casa di proprietà dell'altro convivente non si fonda su un titolo giuridicamente irrilevante quale l'ospitalità. Pertanto prima di ricorrere alle vie di fatto per estromettere il partner dalla casa, è necessario avvisarlo e concedergli un termine congruo per reperire un'altra sistemazione, in virtù dei principi di buona fede e correttezza.

n° 841 - giovedì 28 marzo 2013
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tag Convivenza more uxorio



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