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Mobbing: il demansionamento non basta

La Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 7985/2013 ha stabilito che il lavoratore che ha subito mobbing non può contestare il semplice demansionamento, ma è necessario che alleghi tutti gli atti vessatori posti in essere nei suoi confronti nel corso dell'attività lavorativa aventi come scopo la sua emarginazione. Nel caso di specie la Cassazione ha respinto il ricorso di un dipendente di un comune umbro a cui era stato revocato l'incarico di responsabile di sezione e che chiedeva oltre alla reintegrazione la condanna al risarcimento dei danni.

n° 847 - giovedì 4 aprile 2013
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tag Cassazione | Mobbing | Lavoratore



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