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CEDU: tra libertà di espressione giornalistica e riservatezza delle informazioni

Non si può limitare la libertà d'espressione giornalistica, salvo che essa violi i principi di continenza, di veridicità e di interesse pubblico. Questo quanto stabilito dalla Corte Europea Diritti dell'Uomo, nella sentenza emessa in data 08/10/2013, che ha ritenuto scriminata la condotta di un noto redattore e produttore di un telegiornale satirico italiano per aver trasmesso immagini confidenziali ed interne captate sulle frequenze della RAI. Secondo la Corte, seppur il giornalista non ha agito in conformità all'etica professionale, tuttavia la pena della reclusione, cui era stato condannato, rappresenta un'ingerenza nell'esercizio della libertà di espressione sproporzionata rispetto allo scopo perseguito, anche tenuto conto del fatto che il contenuto del video diffuso non era tale da arrecare un pregiudizio importante alla parte che aveva negato il proprio consenso alla diffusione delle immagini televisive.

n° 929 - giovedì 10 ottobre 2013
vai alla fonte Corte Europea Diritti dell'Uomo
tag Diritto UE | Corte Europea diritti dell'uomo | Convenzione Europea diritti dell'uomo | Diritto di critica | Diritto di satira | Giornalismo | Riservatezza | Tutela dei dati personali | Libertà di espressione | Diritto pubblico | Diritto costituzionale



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