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Anonymous nasconde un'associazione per delinquere

La sezione feriale penale della Corte di Cassazione, con sentenza n. 46156/2013, ha ritenuto configurabile l'accusa di associazione per delinquere per un hacker italiano di Anonymous, cui è stata contestata la violazione di sistemi informatici di numerose istituzioni, tra le quali la Banca d'Italia. Secondo la Suprema Corte, le conclusioni del riesame non lasciano dubbi sull'esistenza di un'organizzazione in rete volta all'ideazione, programmazione e realizzazione di reati informatici, essendo stati creati canali di comunicazione attraverso i quali gli indagati, operando sinergicamente, predisponevano e realizzavano gli attacchi e stilavano documenti di rivendicazione. Ed infatti la struttura si articola attraverso la predisposizione del blog ufficiale dell'organizzazione e del video di propaganda, da diffondere sul blog ufficiale, la predisposizione e la gestione dei canali di comunicazione privati per la discussione sulla vulnerabilità dei siti da attaccare, la definizione dei testi di rivendicazione poi diffusi mediante siti web e sulla pagine ufficiali di Anonymous.

n° 962 - giovedì 21 novembre 2013
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tag Associazione per delinquere | Anonymous | Accesso abusivo a sistemi informatici



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