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Censurato il magistrato che apre una scuola di preparazione per il concorso

Lo svolgimento da parte di un magistrato di un'attività di gestione di corsi di preparazione al concorso per l'accesso in magistratura o all'esame per le altre professioni legali, in favore di numerosi partecipanti, in corrispettivo di una remunerazione, esercitata in forma individuale e a carattere continuativo, costituisce un illecito disciplinare punito con la censura. Questo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione (SS.UU., sent. 27493/13) che ha precisato che tale condotta, costituisce esercizio di attività libero professionale e pertanto rientra tra le ipotesi di incompatibilità con l'esercizio delle funzioni di magistrato di cui all'art. 16, primo comma, dell'Ordinamento Giudiziario.

n° 970 - giovedì 12 dicembre 2013
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tag Illecito disciplinare | Magistrato | Corte di Cassazione | Sezioni Unite | Diritto del lavoro | Incompatibilità di funzioni | Ordinamento giudiziario | Attività libero professionale



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