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E se ad essere perseguitato fosse il persecutore?

La Suprema Corte penale, con sentenza n. 45648 del 14 novembre 2013, si è pronunciata in merito alla reciprocità di comportamenti aggressivi in presenza di atti persecutori. Il caso riguarda un uomo, condannato per atti persecutori nei confronti di una donna, che ha presentato ricorso in Cassazione per denunciare uno stato di reciprocità di atteggiamenti aggressivi tra lui e la vittima. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in quanto ha stabilito che, nel caso di specie, pur in presenza di comportamenti aggressivi della donna, non si può parlare di reciprocità. Il giudice ha potuto constatare che la reazione della donna non ha eliminato i presupposti per la commissione del reato ex art. 612-bis; la posizione dei due soggetti, infatti, risulta essere sbilanciata a sfavore della donna, nella quale permane lo stato di ansia e di paura (per sè ed i propri cari) non presente, invece, nell'uomo.

n° 975 - giovedì 9 gennaio 2014
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tag Cassazione | Stalking | Atti persecutori | Art. 612-bis c.p.



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