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"Vincenzo m'Ŕ pÓte a me!"

Qualora non sussista un oggettivo apprezzabile interesse del nascituro, la mancata comunicazione del concepimento di un figlio al padre naturale, da parte della madre, deve essere considerata come una condotta "non iure" che, se posta in essere con dolo o colpa, genera la responsabilitÓ civile ex art. 2043 c.c. A stabilirlo Ŕ la Terza Sezione della Corte di Cassazione, che, con tale provvedimento, riconosce un pregiudizio, qualificabile come danno ingiusto, al diritto del padre naturale di affermare la propria identitÓ genitoriale e quindi di ristabilire la veritÓ inerente al rapporto di filiazione.

n░ 1706 - giovedý 22 ottobre 2020
vai alla fonte Corte di Cassazione
tag ResponsabilitÓ | Danno | Cassazione | Filiazione | PaternitÓ

Diritto civile


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