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PubblicitÓ o rappresentanza, questo Ŕ il dilemma

Per un imprenditore qualificare gli impegni economici sostenuti come costi di pubblicitÓ anzichÚ di rappresentanza Ŕ particolarmente importante vista la possibilitÓ di dedurre integralmente le spese sostenute per finalitÓ pubblicitarie. La Corte di Cassazione precisa per˛, con la sentenza n. 10914/2015, che il contribuente deve dimostrare che i costi "pubblicitari" siano congrui per volume e per inerenza rispetto all'attivitÓ aziendale. Per gli "ermellini" tali costi devono essere indirizzati all'incremento delle vendite e non all'aumento del prestigio aziendale. Nel caso di specie, l'imprenditore aveva portato in deduzione i costi sostenuti per promuovere un'iniziativa locale mentre la vendita dei prodotti della sua azienda era indirizzata esclusivamente all'estero. Pertanto l'accertamento dell'Agenzia delle Entrate con cui venivano riqualificate le spese di pubblicitÓ in spese di rappresentanza aveva un suo fondamento logico.

n░ 1263 - giovedý 18 giugno 2015
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tag Corte di Cassazione | Agenzia delle Entrate | Fisco | Avviso di accertamento | Imprenditore | Diritto tributario | Contribuente



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