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La Cassazione si pronuncia sui danni da emotrasfusione

La Corte di Cassazione (sent. 15453/2011) ha stabilito che, anche per gli accadimenti anteriori alla legge 107/1990, che regolamenta le attivitÓ trasfusionali e la produzione di emoderivati, la responsabilitÓ, per i danni conseguenti ad infezioni da virus HIV (AIDS), HBV e HCV (epatite B e C), contratte da soggetti emotrasfusi, Ŕ di natura extracontrattuale, ai sensi dell'art. 2043 c.c., a carico del Ministero della Salute e di natura contrattuale (da contatto sociale), ex art. 1218 c.c., a carico della struttura ospedaliera. Infatti, indipendentemente dalla specifica conoscenza del virus HCV, anche prima della legge 107/1990, sussisteva comunque un obbligo di vigilanza a carico del Ministero e la possibilitÓ per il personale medico della struttura ospedaliera di poter rilevare la non idoneitÓ del sangue ad essere oggetto di trasfusione.

n░ 408 - giovedý 21 luglio 2011
vai alla fonte Guida al diritto - Il Sole 24 Ore
tag Emotrasfusione | ResponsabilitÓ | ResponsabilitÓ civile | ResponsabilitÓ extracontrattuale | ResponsabilitÓ contrattuale | Art. 2043 c.c. | Art. 1218 c.c. | Ministero della Salute | Struttura ospedaliera | Corte di Cassazione



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